Ciao zio

Non andavo ad un funerale da molto tempo. E non per mancanza di interesse e strafottenza, come molti probabilmente avranno pensato nel corso degli anni.
Ho paura del capolinea. Mio, degli altri, poco differisce. La morte è un’esperienza che abbraccia l’umanità, senza sconti a nessuno. Giornate come questa mi ricordano che il nostro tempo è limitato, che non importa quanto possiamo aver paura, scalciare e fuggire, prima o poi ci raggiungerà. Se mi fermo a pensarci mi pervade il terrore. Il momento peggiore è la notte, il buio si accompagna ai pensieri più nefasti. Qualcuno mi suggerirebbe di accendere la luce ma la mia ragazza non sarebbe molto d’accordo.
Mio zio era una bella persona. E non è il legame di sangue a suggerirlo. Chi mi conosce sa quanta poca importanza abbia il DNA per me. Era sorridente, gentile, mai invadente. Mi rammarica aver perso i contatti con lui negli ultimi anni, avrei voluto essere più presente e conoscerlo meglio. Pensiamo di avere a disposizione tutto il tempo del mondo, mettiamo davanti lo studio, il lavoro, i giorni passano e si trasformano in decenni senza rendercene conto. Poi rimaniamo immobili come ebeti nell’apprendere notizie del genere, inizia il turbinio di pensieri e sensi di colpa.
Ho visto mio padre piangere per la prima volta. Come sempre in maniera composta, in disparte, dove nessuno avrebbe potuto accorgersene. Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi, non credo di poter capire la sensazione che si prova quando si perde un fratello e non mi piace abbandonarmi a frasi di circostanza. Ho sempre preferito il silenzio e il sincero dolore. Non c’era niente da dire. L’unico modo per dimostrargli la mia vicinanza è stargli accanto con gentilezza.
La nota positiva di una giornata da dimenticare è stata rivedere i miei cugini, con i quali ho allentato i rapporti da quando vivo in un’altra città. La figlia del defunto è diventata una donna con i contro coglioni, era lei ad incoraggiare tutti, la guardavo con ammirazione come forse ho fatto poche volte nella vita. Ci siamo scambiate un lungo abbraccio e ho sentito una forza che mi ha commosso, mi sembrava di essere protetta da una mamma. Io, al suo posto, sarei crollata su me stessa. Tremo al solo pensiero.
Voglio chiudere gli occhi e lasciarmi tutto questo alle spalle.

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